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Regolamento UCI sulle scommesse: articolo 1.1.088, monitoraggio e integrità

Commissario UCI con pettorina arancione in piedi accanto alla linea di partenza di una corsa ciclistica

L’articolo che ogni guida ciclismo dovrebbe citare e quasi nessuno cita

Ho letto decine di guide italiane sulle scommesse ciclismo nell’ultimo anno e mezzo, dai grandi portali generalisti ai blog di nicchia. Una cosa che mi salta agli occhi ogni volta è la stessa: nessuno cita l’articolo 1.1.088 del regolamento UCI. È un’omissione strana per una guida che parla di scommesse e ciclismo allo stesso tempo, perché l’articolo 1.1.088 è la norma che definisce chi nel mondo del ciclismo professionistico può scommettere e chi non può. Saltarlo significa parlare di scommesse ciclismo senza spiegare quale parte di “ciclismo” è dentro al mercato e quale fuori.

L’articolo 1.1.088, introdotto nel 2019 e formalmente parte delle UCI Cycling Regulations, vieta a tutti i tesserati UCI — corridori, ufficiali di gara, personale di squadra, dirigenti — di organizzare scommesse o piazzare puntate su eventi ciclistici a cui possono partecipare. È una norma di tutela dell’integrità sportiva, costruita sul modello di norme analoghe in altri sport (calcio, tennis, basket) e calibrata sulle specificità del ciclismo. Le conseguenze di una violazione sono severe: fino a due anni di sospensione e perdita della licenza agonistica.

Per uno scommettitore ciclismo italiano questa norma non è una curiosità burocratica, è un fondamentale. Quando piazzi una scommessa antepost sulla maglia rosa del Giro o sul vincente del Tour stai partecipando a un mercato in cui, per regolamento internazionale, nessuno dei protagonisti — i corridori, i loro direttori sportivi, i loro meccanici, gli ufficiali UCI a bordo strada — può legalmente scommettere a sua volta. Questa asimmetria, che in altri sport è meno netta, è uno dei motivi per cui il ciclismo è considerato sport a basso rischio di manipolazione delle scommesse. Lo conferma uno dei dati che vedremo: il ciclismo non figura nei top sport per casi sospetti nel report Sportradar 2025.

Cosa dice esattamente l’articolo 1.1.088

Il testo regolamentare originale dell’articolo 1.1.088, contenuto nel Capitolo 1 del Regolamento UCI dedicato ai principi generali di tesseramento e licenza, è breve ma denso. Vieta a “tutti i tesserati UCI” — definizione che include una platea molto ampia — di piazzare scommesse, direttamente o indirettamente, su qualsiasi evento ciclistico sanzionato dall’UCI a cui essi possono partecipare o avere accesso a informazioni privilegiate. Vieta anche di organizzare o facilitare scommesse altrui, e di condividere informazioni interne — ad esempio sulla forma di un compagno di squadra, su tattiche pre-corsa, su decisioni di ritiro — che potrebbero essere usate per fini di scommessa.

Tre cose sono importanti per capire la portata della norma. Primo: il divieto è assoluto, non si limita alle scommesse “in cui il tesserato è direttamente coinvolto”. Un meccanico che lavora in una squadra del World Tour non può scommettere su una corsa del Continental Tour a cui la sua squadra non partecipa, semplicemente perché la sua tessera UCI gli dà accesso a un network di informazioni privilegiate che lo scommettitore comune non ha. Secondo: il divieto include scommesse “indirette” — cioè scommesse piazzate tramite terzi, familiari, conti di altre persone — proprio per chiudere la possibile via di elusione formale. Terzo: il divieto si applica a tutte le scommesse, non solo a quelle sull’esito della corsa. Vincente generale, vincente tappa, testa a testa, scommesse derivate live: tutte vietate.

Lo specifica meglio la comunicazione UCI sul tema. Un comunicato ufficiale, citato dalla stampa specializzata, è chiaro: “L’UCI effettua un monitoraggio regolare del rischio di manipolazione delle competizioni dovuto alle scommesse, in particolare analizzando le scommesse offerte dai bookmakers e qualsiasi modello di scommessa o comportamento sportivo insolito”. Il monitoraggio non è retorico: l’UCI ha rapporti formali con piattaforme di intelligence sportiva — Sportradar in primis — che alimentano un sistema di alert sulle anomalie di mercato.

Una violazione dell’articolo 1.1.088 ha conseguenze ben definite: fino a due anni di sospensione e perdita della licenza agonistica. Questo significa che un corridore o tesserato sanzionato perde non solo la possibilità di gareggiare per due anni, ma anche lo status di membro della federazione internazionale — un colpo professionale e reputazionale durissimo. Per un corridore di trent’anni, due anni di sospensione equivalgono in pratica alla fine della carriera ai vertici.

Lo standard UCI è in linea con norme equivalenti in altri sport. La FIFA, l’ATP, la WTA, il CIO hanno norme con architettura concettuale simile. Quello che varia da sport a sport è il dettaglio operativo — chi è coperto, quali scommesse sono vietate, come si applica la sanzione. Nel ciclismo l’articolo 1.1.088 è stato scritto con un’attenzione particolare alla peculiarità dello sport: il fatto che il ciclismo non è giocato in stadi chiusi, che il rapporto fra corridori e personale di servizio è continuo durante tutta la stagione, che le informazioni privilegiate circolano lungo tutta la filiera della squadra in modo che in altri sport non avviene.

Chi esattamente è soggetto al divieto

“Tutti i tesserati UCI” è un’espressione che, se non sviluppata, lascia molto in sospeso. La domanda concreta è: chi è un tesserato UCI? La risposta non è banale e include una platea molto più ampia di quella che molti scommettitori immaginano. Provo a elencarla, perché capire chi è dentro e chi è fuori dal perimetro della norma aiuta anche a capire la struttura del ciclismo professionistico.

I corridori professionisti, ovviamente: tutti i partecipanti a una squadra registrata UCI (World Tour, ProTeam, Continental). Ma anche i corridori dei team Continental femminili, i corridori delle squadre nazionali partecipanti a campionati UCI, i corridori under 23 e juniores in eventi sanzionati. La copertura è quindi totale per chiunque corra a livello professionale o semi-professionale internazionale.

Il personale di squadra: direttori sportivi, allenatori, medici, fisioterapisti, meccanici, autisti delle ammiraglie, addetti stampa. Chi sta dentro la struttura organizzativa di un team registrato UCI è tesserato e quindi soggetto all’articolo 1.1.088. Anche il personale stagionale o a contratto temporaneo, se tesserato per il periodo di servizio, ricade nel perimetro.

Gli ufficiali di gara: commissari UCI, ispettori antidoping (limitatamente al periodo di servizio), giudici di tappa, direttori di corsa. Tutta la macchina organizzativa che fa funzionare una corsa è tesserata UCI per la durata dell’incarico e quindi non può scommettere.

I dirigenti delle federazioni nazionali affiliate UCI, i membri delle commissioni UCI, i dipendenti UCI stessa. Cioè la struttura politica del ciclismo internazionale. Anche i partner ufficiali UCI in alcuni ruoli operativi possono essere ricondotti al perimetro, sebbene il caso sia più variabile.

Chi non è soggetto: tifosi, giornalisti accreditati (non tesserati UCI), sponsor che non hanno ruoli operativi nelle squadre, fornitori esterni (catering, logistica) che non sono tesserati. Per uno scommettitore italiano comune, è chiaro che non rientra nel perimetro. Ma se conosci personalmente persone che lavorano nel ciclismo professionistico, sapere chi è soggetto al divieto ti aiuta a capire perché alcuni colleghi del settore non possono scommettere o non possono dirti certe cose pre-corsa — non per riservatezza commerciale, per obbligo regolamentare.

Le sanzioni: fino a due anni e perdita della licenza

“Fino a due anni” è una formulazione che fa pensare a un’elasticità grande, ma nei procedimenti sanzionatori UCI degli ultimi anni i casi di violazione dell’articolo 1.1.088 documentati pubblicamente hanno tipicamente portato a sospensioni nella fascia 12-24 mesi, in funzione di gravità e contesto. Mi spiego meglio: una scommessa di 50 euro piazzata via account familiare su un evento minore tipicamente porta a sospensioni più brevi; una scommessa rilevante con coinvolgimento di informazioni privilegiate verificabili (esempio: tesserato che scommette sul ritiro di un proprio compagno di squadra conoscendo in anticipo una sua malattia) tipicamente arriva alla sospensione massima.

Il punto più importante della struttura sanzionatoria è la perdita della licenza. Una sospensione finisce; la perdita di licenza significa che, terminato il periodo di sospensione, il tesserato deve ri-richiedere la licenza UCI e questa può essere negata, anche definitivamente, se la federazione lo decide. Per un corridore o un dirigente, la perdita di licenza è in pratica la perdita della possibilità di esercitare la professione nel ciclismo. È la differenza fra “esco dal gioco per due anni” e “esco dal gioco per sempre”.

Una caratteristica strutturale che noto: il regolamento UCI prevede anche conseguenze finanziarie. Multe che possono raggiungere cifre significative, restituzione di eventuali premi o sponsorizzazioni legate al periodo della violazione. Questo aspetto economico è spesso citato meno della sospensione, ma è la parte che ha impatto immediato sulla famiglia del sanzionato. Per uno scommettitore comune è interessante saperlo, perché spiega perché casi di violazione 1.1.088 sono rari nel ciclismo: la combinazione sospensione + perdita licenza + multa + restituzione premi rende il rischio individuale enorme rispetto al guadagno teorico di una singola scommessa.

Una nota di trasparenza importante: l’UCI pubblica regolarmente l’elenco dei tesserati sospesi, con motivazione e durata. Le sanzioni per violazione 1.1.088 sono parte di questo elenco pubblico, anche se non rappresentano la categoria più numerosa (che è il doping). Per uno scommettitore curioso, scorrere l’elenco delle sanzioni UCI recenti è un modo per avere un quadro empirico della frequenza con cui la norma viene applicata.

Il monitoraggio UCI e i pattern di scommessa sospetti

Una cosa che ho imparato sull’integrità sportiva è che la differenza fra “norme buone sulla carta” e “norme operativamente efficaci” sta interamente nel sistema di monitoraggio. L’articolo 1.1.088 da solo non basta; serve un meccanismo per identificare le violazioni. L’UCI ha costruito questo meccanismo articolando un sistema su tre livelli: monitoraggio diretto del mercato scommesse, partnership con agenzie di integrity intelligence, sistema di whistleblowing interno.

Sul primo livello, il monitoraggio diretto del mercato scommesse, l’UCI ha accesso a flussi di dati provenienti dai principali bookmaker internazionali. Quando una quota su una corsa UCI si muove in modo anomalo — esempio: la quota di un velocista per la vittoria di una tappa che cala bruscamente nelle ore precedenti senza notizie pubbliche che lo giustifichino — il sistema segnala l’anomalia. La segnalazione non è una prova di manipolazione: spesso è solo un movimento di mercato spiegabile (ritiro di un altro corridore non ancora pubblico, notizia di forma circolata in modo non ufficiale). Ma è un input che innesca una verifica.

Il presidente UCI David Lappartient ha sintetizzato lo spirito della cosa in modo che mi è rimasto: “La nostra politica è in vigore da anni, ma solo con trasparenza e vigilanza possiamo proteggere la credibilità del nostro sport”. La frase è breve ma sostanziale: l’integrità sportiva non si costruisce con norme severe usate raramente; si costruisce con vigilanza continua e trasparenza sulle violazioni quando vengono individuate. È una filosofia di lavoro più che una regola tecnica.

L’UCI è esplicita sul senso di questo lavoro. Un comunicato ufficiale, ripreso dalla stampa specializzata, dice: “Sebbene il ciclismo abbia finora evitato scandali di rilievo nel campo delle scommesse, l’approccio proattivo dell’UCI in materia di monitoraggio riflette la crescente consapevolezza che questo sport deve rimanere vigile, dato il continuo espandersi del gioco d’azzardo online a livello globale”. Tradotto in pratica: anche se il ciclismo è statisticamente uno sport a basso rischio, l’UCI non considera il problema risolto. Il fatto che il giocato d’azzardo online cresca rapidamente — il mercato globale delle scommesse sportive è valutato 162,53 miliardi di dollari nel 2025 con proiezione a 575,45 miliardi entro il 2035 — significa che anche un piccolo sport può diventare bersaglio attraente.

Il sistema di monitoraggio UCI non è un osservatorio passivo. Sui pattern sospetti l’UCI può avviare procedimenti, sospendere preventivamente, collaborare con autorità nazionali. La cooperazione con le autorità giudiziarie nazionali — Italia compresa, dove la Direzione Investigativa Antimafia ha competenze ampie sul gioco illegale — è uno degli elementi meno discussi ma più operativamente importanti dell’architettura.

Sportradar e i numeri 2025

Sportradar è la principale società mondiale di sport integrity intelligence, e il loro Integrity Report annuale è uno dei pochi documenti che provano a quantificare la dimensione del fenomeno del match-fixing sui mercati scommesse sportive. Il dato chiave per il 2025: Sportradar Integrity Services ha monitorato oltre 1.000.000 di eventi sportivi in 70 sport, identificando 1.116 match sospetti, in calo dell’1% rispetto al 2024. Un milione di eventi monitorati è una scala industriale; 1.116 sospetti su quel volume è una percentuale molto bassa.

La distribuzione fra sport è dove si trova il segnale più interessante per chi scommette su ciclismo. Il calcio rimane lo sport più colpito da match-fixing con 618 partite sospette nel 2025, seguito dal basket con 233. Tennis, eSports e altri sport completano l’elenco dei principali. Il ciclismo non figura nei top sport per casi sospetti, in nessuna delle classifiche pubblicate da Sportradar negli ultimi anni. Questa assenza è informativa: o il ciclismo è effettivamente uno sport pulito sul fronte scommesse, o i sistemi di monitoraggio attuali non lo coprono bene. La risposta più probabile, considerando l’investimento UCI in monitoraggio diretto, è la prima.

Perché il ciclismo è meno colpito? Due fattori strutturali. Primo: la natura dello sport. Manipolare una corsa di ciclismo è oggettivamente difficile — sono in gara molti corridori, l’esito dipende da fattori meccanici e ambientali oltre che umani, il “fissaggio” del risultato richiederebbe il consenso di troppe persone. Secondo: il rapporto fra vincita potenziale e rischio. Sui mercati ciclismo i volumi sono mediamente bassi (rispetto a calcio o tennis), quindi anche una manipolazione riuscita produrrebbe vincite contenute, non proporzionate al rischio della sospensione UCI di due anni.

Andreas Krannich, Executive Vice President Integrity Services di Sportradar, ha sintetizzato così il senso del lavoro: “La relativa stabilizzazione del numero di partite sospette nel 2025 è incoraggiante, ma rafforza l’importanza di una vigilanza continua. Il match-fixing rimane una minaccia in evoluzione, e investimenti sostenuti in tecnologia, intelligence, formazione e collaborazione sono essenziali per restare avanti rispetto a chi cerca di corrompere lo sport”. La frase è importante perché mette in luce un punto: la stabilità del numero di casi non è “buona notizia statica”, è “buona notizia condizionata al fatto che il sistema continui a investire”. Se l’investimento cala, i casi potrebbero crescere rapidamente.

Per uno scommettitore ciclismo italiano questo report è di gran lunga il documento più utile da leggere ogni anno sull’integrità del proprio mercato di gioco. La versione 2025 conferma quello che intuivo: il ciclismo professionistico è oggi uno sport relativamente protetto dalla manipolazione delle scommesse, ma questa protezione è effetto di un sistema attivo, non di una caratteristica intrinseca dello sport. Per il futuro, la vigilanza UCI è il fattore che mantiene la situazione sotto controllo.

SpeakUp UCI e il sistema di segnalazione

Una norma severa serve solo se chi vede una violazione ha un canale per segnalarla. Per questo l’UCI ha attivato SpeakUp, una piattaforma di whistleblowing dedicata a segnalazioni anonime su violazioni regolamentari, inclusa quella dell’articolo 1.1.088. Il sistema è accessibile dal sito ufficiale UCI e permette di inviare segnalazioni in più lingue, con protezione dell’identità del segnalatore.

Il funzionamento è abbastanza semplice nel design. Chi vuole segnalare una violazione — un corridore che si è accorto che un compagno di squadra scommette, un giornalista che ha indizi su un manager che organizza scommesse, un familiare di tesserato che vede pattern strani — accede alla piattaforma, compila una segnalazione descrittiva, allega eventuali evidenze, sceglie se restare anonimo o identificarsi. La segnalazione viene presa in carico dal team di compliance UCI, che valuta la credibilità delle informazioni e, se rilevante, apre un’inchiesta formale.

La protezione del whistleblower è uno degli aspetti più sensibili del sistema. Nel ciclismo professionistico le carriere sono brevi e le squadre sono comunità ristrette: segnalare un collega rischia di costare relazioni professionali e contratti futuri. SpeakUp prova a mitigare questo rischio garantendo l’anonimato e proibendo ritorsioni — ma di nuovo, una garanzia sulla carta non basta da sola, serve un track record di applicazione concreta. L’UCI in questo senso ha investito visibilmente, e il numero di segnalazioni ricevute via SpeakUp è cresciuto stagione dopo stagione.

Per uno scommettitore comune SpeakUp è un sistema di cui non beneficia direttamente, ma di cui beneficia indirettamente. Ogni segnalazione utile alimenta il sistema di monitoraggio, e ogni violazione individuata e sanzionata riduce la probabilità che altri tesserati provino la stessa strada. È un investimento collettivo sulla pulizia del mercato in cui giochi le tue scommesse.

Ciclismo vs altri sport: perché è considerato a basso rischio

Una cosa interessante da osservare nel report Sportradar 2025 è la distribuzione comparativa fra sport. Il calcio domina con 618 match sospetti, il basket segue con 233. Sport come tennis, pallavolo, hockey, eSports completano l’elenco con cifre più contenute. Il ciclismo, come detto, non figura nei top — ma questo non significa zero casi, significa che il volume è sotto la soglia di rilevanza statistica del report.

Tre motivi strutturali spiegano perché il ciclismo è considerato sport a basso rischio. Il primo è la complessità della manipolazione. Una partita di calcio si manipola convincendo uno o due giocatori chiave; una corsa ciclistica si manipolerebbe convincendo un intero gruppo di corridori a comportarsi in modo coordinato, perché un singolo corridore “comprato” può essere battuto dagli altri 170 in corsa. La barriera operativa alla manipolazione è altissima.

Il secondo motivo è la struttura dei volumi di scommessa. Per rendere economicamente interessante una manipolazione, serve un mercato con volumi sufficienti a piazzare scommesse rilevanti senza generare alert immediati. Nel calcio mondiale, anche partite di seconda divisione di campionati minori hanno volumi di milioni di euro. Nel ciclismo, anche le grandi corse hanno volumi molto inferiori in valore assoluto, e i mercati su corse minori sono talmente piccoli che una scommessa importante muoverebbe la quota in modo evidente.

Il terzo motivo è il sistema dei controlli. Il ciclismo professionistico è uno degli sport con il sistema di controllo più sviluppato al mondo, sia sul doping (con ITA, biological passport, controlli durante tutta la stagione) sia sull’integrità scommesse (con UCI monitoring, Sportradar, SpeakUp). Questa densità di controlli è erede della crisi del doping degli anni 2000-2010 e oggi si traduce in una rete di protezione che rende il ciclismo, almeno strutturalmente, uno degli sport meno vulnerabili.

Ovviamente nessuno sport è completamente immune. Esistono storicamente casi di violazione 1.1.088, soprattutto su corse minori dove l’attenzione mediatica è bassa, e l’UCI ha applicato sanzioni in più occasioni. Ma in termini relativi, il ciclismo è oggi uno degli ambienti scommessistici più puliti — un’informazione che vale sia per chi vuole scommettere con la maggiore certezza possibile sull’integrità del prodotto, sia per chi si interroga sull’opportunità etica di partecipare a un mercato.

Cosa significa tutto questo per chi scommette

La domanda che ha senso porsi è: tutto questo discorso sull’articolo 1.1.088, sul monitoraggio UCI e su Sportradar, in che modo cambia il modo in cui scommetti sul ciclismo? In tre modi concreti.

Primo: aumenta la fiducia nel prezzo del mercato. Quando piazzi una scommessa antepost sul vincente del Tour, stai accettando una quota costruita dal bookmaker sulla base di una stima di probabilità. Quella stima è tanto più affidabile quanto meno il mercato è inquinato da manipolazioni. In uno sport ad alto rischio di match-fixing, le quote possono incorporare manipolazioni in atto e diventano in pratica imprevedibili. Nel ciclismo, dove il rischio è statisticamente basso, le quote riflettono in modo più pulito la probabilità reale degli eventi. Significa che il tuo lavoro analitico (lettura startlist, percorso, forma) ha più probabilità di tradursi in profitto sistematico.

Secondo: rende interpretabili i movimenti di mercato. Se una quota antepost si muove bruscamente senza notizie pubbliche evidenti, in uno sport ad alto rischio dovresti pensare “forse qualcuno sta manipolando”. Nel ciclismo dovresti pensare “forse qualcuno ha informazioni private legittime — su forma, infortunio, scelta tattica — che il pubblico ancora non ha”. I movimenti di mercato sono asimmetria informativa, non asimmetria manipolatoria, e questa distinzione cambia come reagisci. Su questo aspetto specifico vale la pena approfondire i meccanismi di alert e i pattern tecnici che Sportradar usa nel ciclismo, nel pezzo dedicato al monitoraggio Sportradar applicato al ciclismo.

Terzo: ti permette di scegliere consapevolmente il livello di rischio. Sai che corse coperte dal World Tour, monitorate da UCI e Sportradar, hanno il livello massimo di protezione integrità. Sai anche che corse minori del Continental Tour, in mercati di nicchia geografica, hanno protezione inferiore. Se decidi di scommettere su una corsa nazionale di basso profilo, stai accettando un rischio integrità leggermente più alto. Non è necessariamente sbagliato — i mercati di nicchia spesso hanno valore migliore — ma è una scelta che fai consapevolmente, sapendo cosa stai accettando.

Per uno scommettitore strutturato, la lettura del regolamento UCI e dei sistemi di monitoraggio è parte dell’educazione di base, allo stesso livello della lettura del regolamento del singolo bookmaker. Non lo si fa per amore del dettaglio, lo si fa perché capire l’architettura del mercato in cui giochi è l’unico modo per costruire scelte ragionate nel medio periodo.

L’integrità del ciclismo professionistico, per come funziona oggi, è uno degli asset più importanti del prodotto-scommessa che acquisti quando piazzi una puntata. Non è un dato emotivo, è una caratteristica strutturale del mercato. L’articolo 1.1.088, i sistemi di monitoraggio, la collaborazione UCI-Sportradar non sono burocrazia: sono il motivo per cui quote e mercati ciclismo possono essere prezzati in modo onesto. Per chi scommette seriamente, leggere e capire questa architettura è altrettanto importante quanto leggere e capire un percorso di tappa.

Tre domande operative sul regolamento UCI scommesse

A chiusura, le tre domande pratiche che mi sono state poste più di frequente sul tema 1.1.088 e sul monitoraggio integrità. Sono dubbi concreti — chi è dentro e chi è fuori dal perimetro, come funziona tecnicamente il monitoraggio, dove trovare la documentazione ufficiale — utili per chi vuole approfondire il tema in autonomia.

Un meccanico o un direttore sportivo possono scommettere su corse a cui partecipa la loro squadra?

No, in nessun caso. L’articolo 1.1.088 UCI vieta a tutti i tesserati di scommettere su eventi UCI a cui possono partecipare o avere accesso a informazioni privilegiate. Per personale di squadra (meccanici, direttori sportivi, allenatori, medici, fisioterapisti, addetti stampa) il divieto è totale: non possono scommettere sulle proprie corse, non possono scommettere su altre corse UCI nemmeno se la loro squadra non vi partecipa, e non possono organizzare o facilitare scommesse di terzi. Una violazione comporta fino a due anni di sospensione e perdita della licenza agonistica, sanzione che si applica anche al personale non corridore.

Come Sportradar segnala una corsa ciclistica come sospetta a livello tecnico?

Il meccanismo è basato su monitoraggio continuo dei flussi di scommessa presso le principali piattaforme. Sportradar analizza la quota di apertura, i movimenti durante le ore precedenti l’evento, i volumi di scommessa per fascia di prezzo, e li confronta con un modello statistico costruito su anni di dati storici per quel tipo specifico di corsa. Quando una corsa presenta deviazioni significative dal modello — ad esempio una quota che cala bruscamente senza notizie pubbliche, un volume anomalo concentrato presso operatori asiatici di nicchia, un pattern di scommesse che non si spiega con le informazioni disponibili — il sistema genera un alert. L’alert non è una conclusione di manipolazione, è un trigger per analisi approfondita che coinvolge anche i partner UCI e le federazioni nazionali competenti.

Quale documento UCI raccoglie le sanzioni per violazione del divieto di scommesse?

L’UCI pubblica regolarmente l’elenco dei tesserati sospesi sul proprio sito ufficiale, con indicazione del motivo della sospensione, della durata e della data di applicazione. Le sanzioni per violazione dell’articolo 1.1.088 sono parte di questo elenco generale, anche se rappresentano una quota minoritaria rispetto alle sanzioni per doping. Per consultarlo è sufficiente accedere alla sezione disciplinare del sito UCI, dove è disponibile sia un archivio storico delle decisioni sia gli aggiornamenti correnti. Le decisioni più dettagliate, con motivazioni complete, sono talvolta pubblicate anche separatamente dalle Anti-Doping Tribunals UCI nei casi più complessi.

Prodotto dalla redazione di «Siti Scommesse Ciclismo».